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di un'escursione
in barca

Hippocampus sea service

L’imbarcazione è una motobarca in VTR di 10metri equipaggiata con due motori entrobordo AIFO 125 CV, VHF, GPS, ecoscandaglio, WC, doccia, tendalino e prendisole con cuscineria.

Planimetria della barca

AZTEC

Cantiere Crestliner – Crestitalia Più che pilotina

Anni di produzione: questa “pilotina veloce” (così è indicata, giustamente, sui dépliant dell’epoca), fu prodotta a partire dal 1972, probabilmente fino al 1984 e, solo nel primo anno,ne furono prodotte una cinquantina dì unità, gran parte per Corpi di Polizia ed Enti Pubblici.

Sfruttando la tecnologia della vetroresina, in cui la Crestitalia era partìcolarmente esperta, nel catalogo di questo cantiere figurano imbarcazioni di salvataggio autoraddrizzanti, pattugliatori veloci, pontoni, taxi acquatici, motoryacht e motovedette.

Insomma un mondo di vetroresina, fatto per andare per mare con ogni sicurezza, come richiesto dagli organi di polizia.

Presentazione: pilotine in quell’epoca sul mercato ce n’erano già alcune, ma il nome della

Crestitalia era sinonimo di imbarcazioni solide, ben costruite e sobrie. Come giusto in barche nate per andare  per mare sul serio, non per fare da salotto.

Costruzione: in vetroresina, in un unico pezzo, con stratificazioni e rinforzi strutturali, eseguiti a norma RINA.

Descrizione della barca: la carena consente la navigazione sia in planata per i trasferimenti veloci, sia in dislocamento alle basse velocità visto il carattere decisamente marino di questa pilotina. La carena è una meraviglia e l’estetica gradevole, molto lineare e senza forzature

Motorizzazione: due motori Aifo da 125 HP (velocità massima 23 nodi)

Navigazione: l’Aztec è stabile, non batte sul mare in prora, con un raggio minimo di virata intorno ai 30 metri e con un’ottima stabilità di rotta. Provate a dirlo di tante barche di oggi… Cosa è ancora valido oggi? Tutto, soprattutto la carena.

Estratto dalla rivista Nautica

A cura dell’ Arch. Gino Ciriaci